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natura, ambiente, paesaggio

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  1. salomon pordenone scrive:

    semplicemente magnifico

  2. Giovannino, Padova scrive:

    L’Oro del Mose
    Interessante e ben informato articolo sul nuovo finanziamento al Mose tutto da leggere sul settimanale L’Espresso n.52 del 29 dicembre 2010 alla pagina 42.
    Assolutamente da leggere!
    Alla faccia della crisi e del tirare la cinghia che ci propongono!
    Vedi articolo su ItaliaNostra-Venezia
    http://www.italianostra-venezia.org/8rassegna/2010/201007/EspressoMose.pdf

  3. Giovannino, Padova scrive:

    Siamo alle solite: “valorizzazione turistica”.
    E allora via al progetto di realizzare un collegamento sciistico tra la Val Boite a San Vito di Cadore e la Val Fiorentina (servizio al TGR Veneto del 2/1/2011).
    Si attraverserà la zona delle Rochete e, par di capire, di forcella Forada.
    Vedremo impianti sul colle della Puina? Il rifugio Città di Fiume aprirà nella stagione invernale al nuovo carosello?
    Si farà il fuoripista (da impianto) sull’area naturalistica protetta del Mondeval?
    Il versante al cospetto della parete nord del Pelmo è uno dei pochi posti delle Dolomiti ancora integro, vogliamo rovinare anche quello?
    Valorizzizione del Patrimonio dell’Umanità, quindi anche nostro, non solo degli affaristi.
    Basta con queste mostruosità che non servono a nulla!

  4. Gianni scrive:

    Depliant fotografico della Regione Veneto sull’alluvione del 31 ottobre 2010 in Veneto, scarica
    http://www.magicoveneto.org/blog/wp-content/doc/RdV_2010-Veneto-Ferito.pdf

  5. Alex scrive:

    Sono dispiaciuto nel leggere un articolo dal tono politico in un sito che si dichiara completamente apolitico. Personalmente preferisco la pacatezza della riflessione ai toni allarmistici e tonitruanti che vedo qui sopra.

    Saluti, e complimenti comunque per l’ottimo lavoro in generale svolto.

  6. Giovannino, Padova scrive:

    Venezia e la metropolitana sub-lagunare

    In questo caso stiamo parlando di vera e propria follia!
    Lo scavo subacqueo di una metropolitana non sarebbe soltanto una bancarotta dal punto di vista economico, come evidenziato dai cosidetti ‘conti della serva’ da numerose parti, ma soprattutto sarebbe una vera e propria disfatta ambientale, una catastrofe pericolosissima che mette perfino in pericolo la geologia stessa della laguna.
    E come per il disastro Mose, inutile opera faraonica, serve solo ad arricchire faccendieri, politicanti e affaristi.

    Le isole lagunari e gli edifici di Venezia poggiano (tramite lunghi pali infissi sotto le fondamenta) su di uno strato di terra dura chiamata “Caranto”, dovuto ai depositi alluvionali delle grandi glaciazioni e che si trova pochi metri sotto i depositi alluvionali molli recenti e lo strato d’acqua, ad una profondità dal livello del mare di una ventina di metri.
    Questo strato ‘duro’ è una specie di enorme zatterone sotto il quale si trovano nuovamente strati ‘molli’ pieni di acqua e metano.
    Attenzione: questo strato duro ha uno spessore che va dai 20 ai 100 metri.
    Se incidiamo questo strato trasversalmente con uno scavo che, per far passare il ‘tubo’ della metropolitana potrebbe essere di 20-30 metri, possiamo intuire che sarebbe come fare uno scavo in una fetta biscottata, quasi uguale o addirittura superiore allo spessore stesso della fetta.
    Ora possiamo immaginare anche il disastro apocalittico che si potrebbe verificare: rottura completa dello strato di scaranto, una crepa di decine di chilometri che potrebbe eruttare metano (altro che zampillo di petrolio della BP in America…), fuoriuscita dei depositi d’acqua dolce, subsidenza, addirittura potrebbe compromettersi la staticità stessa di buona parte della laguna con zolle che potrebbero staccarsi o rovesciarsi…

    Questa è una delle follie, anche al solo pensarle, a cui siamo arrivati in questo mondo di affaristi ladroni.

    Non ne possiamo più di sentire discorsi di questo genere, basta infrastrutture ‘per il bene del paese’, stiamo benissimo anche senza le Olimpiadi, chissà che finiscano queste montagne di soldi sprecati.
    Non ci resta che sperare nella crisi economica, quella vera, quella nella quale saremo costretti ad andare a zappare un po’ di terra e ad occuparci dei nostri vecchietti e dei nostri figli.

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