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MagicoVeneto MagicoAlvis

26.12.2011  ~  categoria : varie, archivio

Autostrada Valsugana

Le cattive notizie non finiscono mai.
La crisi miete vittime tra piccoli imprenditori e artigiani, quelli veri che lavorano seriamente e fanno tanta fatica, e devasta le risorse di pensionati e operai, eppure si continua a parlare di sviluppo quale parabola esponenziale di consumo delle risorse non rinnovabili.
Bisogna essere positivi e pensare al futuro. Il futuro di faccendieri, costruttori, politici, imbonitori e parassiti naturalmente.
Ed ecco un nuovo, devastante, progetto: l’Autostrada della Valsugana.
Mon importa se sarà opera faraonica inutile, il “Project Financing” (che tradotto significa pagano i contribuenti e incassano le finanziarie) garantisce che se per la Valsugana non passerà una mole di traffico simile a quella del passante di Mestre, quale compenso all’enorme investimento pagheranno le finanze pubbliche, cioè tutti noi.
Come dire, cornuti e mazziati.
Devastante dicevamo, pazzesco vien da dire dopo aver visto le ipotesi in progetto. Sei corsie su viadotti e mega gallerie.
Forare le colline della Valrovina o la conca degli Ulivi di Solagna?
E quante volte passare da un versante all’altro della valle, sul modello delle giostre o montagne russe, con viadotti, due, tre, quattro?
Caselli in valle, forse sì con ulteriori sbancamento o meglio di no o forse non servono, tanto la popolazione locale si arrangia per la viabilità ordinaria e pazienza se respira un po d’aria viziata, tanto con le cave e il traffico è abituata.
Questi i problemini da risolvere. Che poi servano a far passare le auto e i camion del futuro, anche se estinti, non importa.
Avete presente il Canal di Brenta, l’ultimo tratto di Valsugana verso la pianura bassanese, si chiama canale proprio per quanto è stretto, in alcuni tratti un canyon largo solo poche decine di metri dove già passano strade e ferrovia. E avete presente quanto sia già devasta, e avete presente l’urbanizzazione civile, commerciale e industriale attorno a Bassano del Grappa?
Qualsiasi persona di buon senso ormai capisce che questo genere di ’sviluppo’ non può più reggere, quelli che invece progettano queste cose evidentemente no.
Ora che abbiamo distrutto quasi tutto, l’unico sviluppo possibile è la ricostruzione… dell’ambiente.
blog/natura-ambiente-paesaggio



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